PIGNASECCA E PIGNAVERDE di Emerico Valentinetti

 

Il Teatro Sociale di Camogli e il Teatro Nazionale di Genova proseguono la loro avventura goviana portando in scena “Pignasecca e Pignaverde”, secondo capitolo di un progetto incominciato nel 2022 con “I maneggi per maritare una figlia”. Anche questa volta il protagonista e regista dello spettacolo è Tullio Solenghi, che nuovamente si trasformerà, anima e corpo, in Govi.

Per il ruolo di Alessandro Raffo, che insieme a Felice Pastorino è il protagonista della celebre scena del sigaro, Solenghi ha voluto accanto a sé un altro attore e comico genovese: Mauro Pirovano. Quasi tutti gli altri componenti del cast li abbiamo già conosciuti e apprezzati nei “Maneggi”: Laura Repetto, Matteo Traverso, Stefano Moretti, Aleph Viola, Roberto Alinghieri (anche regista assistente dello spettacolo), Stefania Pepe, ai quali si aggiunge un nuovo nome, Claudia Benzi.

Il progetto scenografico è firmato da Davide Livermore, uno dei più importanti registi di oggi sia di prosa che di opera. Come nei “Maneggi”, anche in “Pignasecca e Pignaverde” Solenghi “clonerà” la maschera di Govi, grazie allo stupefacente trucco e parrucco di Bruna Calvaresi, ripreso da Barbara Petrolati.

La commedia inizia con la signora Matilde che fa i conti con Lucia, la serva di casa, per il resto della spesa. Anche se i conti non tornano, la signora sorvola sulla questione, ma fa la sua comparsa il marito, il signor Felice Pastorino, che corregge i conti e inventa delle scuse che costringono Lucia a tirare fuori i soldi di propria tasca per far quadrare i conti.

Della famiglia fa parte anche la figlia, Amalia, ancora da maritare. Felice vorrebbe che la figlia si sposasse con il proprio cugino, Alessandro Raffo, un commerciante quarantenne, benestante, di Sampierdarena. Ma Amalia è contraria e addirittura mostra disprezzo per Alessandro. Lei, infatti, è innamorata del giovane Eugenio, vicino di casa andato in America a cercare fortuna dopo che Felice gli ha rifiutato la mano della figlia, perché poco abbiente.

Felice annuncia alla figlia che verrà a pranzo il cugino Alessandro Raffo e Amalia confida alla madre tutta la sua amarezza per il matrimonio di interesse a cui il padre la sta costringendo. In casa entra il proprietario dei muri, Isidoro Grondona, che annuncia l’imminente arrivo di Eugenio. Entra poi Eugenio, che subito saluta Amalia, accompagnato dal figlio del suo capo, Manuel Aguirre, un ricco commerciante argentino con una brillante personalità, che è venuto a Genova per sbrigare un affare, per il quale chiede subito una consulenza a Felice. Appena arriva il cugino Alessandro, tutti se ne vanno, a parte Felice, mentre Amalia fa finta di sentirsi poco bene per non pranzare con l’odiato promesso sposo.

Dopo il pranzo, Felice e Alessandro discutono sulla dote e si accordano per 200.000 lire. Quindi Manuel ed Eugenio raggiungono Felice per parlare dell’affare: l’acquisto di un bastimento da carico per il quale chiedono la mediazione di Felice (subito allettato dal possibile guadagno), data la sua grande esperienza in materia. Terminato il colloquio d’affari, Eugenio chiede la mano di Amalia a Felice, che la rifiuta nuovamente, anche perché ciò significherebbe separarsi dalla figlia, che andrebbe a vivere in Argentina. Manuel chiede di parlare da solo con Felice, per cercare di convincerlo a cedere, ma questi continua a trovare mille scuse per non dare la figlia in sposa ad Eugenio. Felice, alla fine, comunica la sua scelta alla figlia e alla moglie, che si intristiscono. Inoltre, riesce a contrattare con il cugino la riduzione della dote a 100.000 lire.

Isidoro informa Felice che la figlia è scappata con Eugenio in riviera, cosa che rende Felice molto preoccupato e contrariato. Sulla scena compare Manuel, che annuncia che l’affare si è concluso bene. Isidoro, a questo punto, rivela a Felice che la figlia è nell’appartamento accanto; Manuel dice che la “casa Aguirre”, di cui Manuel è l’erede, avrà bisogno di una persona di fiducia sul posto, per cui Eugenio può rimanere a lavorare a Genova. A questo punto niente si può opporre alle nozze e Felice è felicissimo di acconsentire, a patto che si uniscano i due appartamenti contigui per realizzare un unico appartamento e che le spese dell’apertura nel muro siano a carico del proprietario, Isidoro Grondona.

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Teatro Quirino

Data

Dal 21/04/2026 al 26/04/2026

Indirizzo

Via delle Vergini, 7

Regia

TULLIO SOLENGHI

Attori

TULLIO SOLENGHI

Claudia Benzi     Laura Repetto     Matteo Traverso
Stefano Moretti    Roberto Alinghieri

Mauro Pirovano     Stefania Pepe

Orari

MAR 21-apr-26 h 21:00
MER 22-apr-26 h 19:00
GIO 23-apr-26 h 17:00
VEN 24-apr-26 h 21:00
SAB 25-apr-26 h 17:00
SAB 25-apr-26 h 21:00
DOM 26-apr-26 h 17:00

Biglietti

https://teatroquirino.vivaticket.it/it/event/pignasecca-e-pignaverde/265618