“Camicette Bianche è una foto ingiallita di cento anni fa; uno scrigno che racchiude e ci svela storie, lettere e documenti originali del tempo. Un’opera teatrale originale che, attraverso le musiche della tradizione italiana leggera, lirica e popolare, diventa voce dei sentimenti dei migranti verso l’America”
Sicilia 1907. Clotilde Terranova si imbarca su una nave diretta a New York per raggiungere sua sorella Rosa. Durante il viaggio incontra Salvatore Spadaro, un ragazzo siciliano stanco della miseria e della fame. I due condivideranno insieme agli altri passeggeri, sogni, desideri, speranze.
Giunti al porto di New York si separano: Clotilde impara l’inglese e trova lavoro alla Triangle Shirtwaist Company, una fabbrica di camicette da donna alla moda; Salvatore cade invece nella trappola della malavita italoamericana. Clotilde partecipa ad uno sciopero per i diritti delle donne e nel poco tempo libero frequenta una locanda a Little Italy. Proprio in quella locanda Salvatore ricatterà il proprietario Angelo, ma sarà scoperto da Clotilde. Ne segue una lite aspra che porterà alla luce l’insoddisfazione e il dolore del tanto agognato sogno americano. Clotilde abbandonerà Salvatore al proprio destino e il 25 marzo del 1911, nei locali della fabbrica, scoppierà il famoso incendio in cui morirono centinaia di operaie (uno dei motivi per cui si celebra l’8 marzo nel mondo): Clotilde, intrappolata dal fuoco e in preda al panico, si lancerà dal decimo piano. “Camicette Bianche – il musical” è ispirato dall’omonimo libro di Ester Rizzo, edito Navarra Editore, e racconta un vero fatto di cronaca riportando alla luce la storia di Clotilde e di tante operaie italiane dimenticate. Ester aveva ricercato i nomi delle sartine vittime dell’incendio, scoprendo che molte fossero siciliane e ha iniziato a ricostruire, incrociando documenti del tempo, le città di provenienza, facendo intitolare vie, strade, piazze… ad oggi sono state identificate quasi tue le città di provenienza di tue le giovani migranti. Così Savatteri inizia a scrivere una drammaturgia in memoria di questa storia, sullo sfondo del fenomeno della grande emigrazione.
“La Sicilia è una madre che saluta piangendo i propri figli che prendono il mare, ma dal mare, adotta benevola e stanca i figli che si aggrappano per chiederle asilo”