Sole e nuvole, il nuovo libro di Monica Altieri

A cura di Fefe Leo

E’ di recente pubblicazione il nuovo libro di Monica Altieri, un lavoro che racchiude un racconto intimo di come le difficoltà della vita possano, se ben affrontate, essere di stimolo alla propria realizzazione. Monica percorre le proprie esperienze e ci mostra come l’abbiano portata a essere una donna consapevole di sé, si apre a una narrazione che tocca gli aspetti anche più dolorosi della propria vita senza mai perdere la fiducia nel domani. E’ un racconto avvolgente ed emozionante che dona gioia e fiducia.

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In questa breve intervista Monica ci racconta un po’ di sé, lasciandoci apprezzare ancora di più il suo lavoro.

Del tuo libro mi ha colpito il titolo “Sole e nuvole”, a cosa è dovuto?
E’ una visione del bello e del brutto tempo. Di quello che noi viviamo durante il corso della nostra vita. Mentre nel primo libro ho raccontato tutte le esperienze meravigliose vissute e i maestri di vita che ho incontrato, nel secondo libro ho sentito la necessità di parlare anche dell’esperienze meno gradevoli. Esperienze che sono state importantissime per la mia crescita, per far uscire fuori la mia forza, il mio coraggio, la mia personalità.

Da cosa nasce l’esigenza di scrivere un secondo libro? 
Per dare un più completezza al senso della vita. Durante il percorso della nostra vita incontriamo persone positive e persone negative ma tutte concorrono a dare completezza alla nostra esperienza terrena. Faccio tesoro delle mie esperienze negative come di quelle positive e desidero condividerle attraverso un mio racconto.

All'interno del libro hai raccontato di situazioni anche abbastanza forti, atti di bullismo subiti da adolescente. Queste ferite sono state rimarginate?
Mi hanno resa più forte sicuramente…

Ma nel mentre che le hai vissute?
Quando le ho vissute ero una bambina, era una bambolina. Infatti proprio per questo motivo porto in scena questo numero, dedicato alla mia Monica piccola, alla bambolina che è rimasta nel mio cuore. (Monica si esibisce in un numero di danza aerea portando in scena una bambolina. N.d.r.) 

Sono state esperienze molto forti?
Sì, ho vissuto delle esperienze molto forti da giovane, sia durante la scuola che fuori dalla scuola come in ambito lavorativo. Però sono tutte esperienze che mi hanno resa più forte Mi hanno resa più sicura di me. Tutto il dolore che mi ha attraversato si è trasformato in forza, mi ha permesso di guardare le situazioni dall’esterno, elevandomi, e di andare avanti con un bagaglio più ricco rispetto a quello che avevo prima.

Essere una donna di bell’aspetto ti ha penalizzato?
Ho dovuto pagare il prezzo di essere una donna piacente, simpatica direi, piena di fantasia. 

Pensi che questa tua caratteristica, questa tua naturale delicatezza abbia provocato queste reazioni?
Io penso che questo sia un nodo karmico da superare in questa vita. Il fatto è che io sia abbastanza cristallina, solare e un po' bambinesca attira molto le energie un po' cattive. Perché si nutrono con la positività. Ci sono molte persone, che non vivono proprio nella luce, e si nutrono di persone che invece sono un più cristalline. Ora ho imparato a difendermi, ho imparato a riconoscerle, per questo le ringrazio nonostante tutto.

Sono situazioni, come racconti nel tuo libro, che si ripetono negli anni. Cosa credi ne guadagnassero i tuoi aguzzini?
Il momento di gloria che magari hanno avuto nel volermi fare del male È un momento così piccolo, così falso, così miserabile, che poi visto dall'alto, visto a distanza di tempo, in maniera più solare, fa solo che sorridere. Glielo possiamo anche concedere.

Nel tuo libro descrivi dell’incontro con il tuo compagno di scuola, ormai adulto, che tanto ti ha bullizzato. Che ricordi conservi?
Più che altro la sua bambinaggine primitiva, del tutto discutibile, gravissima. Ma ricordo anche tutto il contorno, cioè la classe contro di me e i professori dalla sua parte.
Purtroppo questo è un po' quel che accade nel mondo anche adesso.

Ti sei mai chiesta il perché?
Era una bimba che iniziava a essere carina, con una fisicità molto simile a quella di mia figlia la più piccola, Anna. Ero fragile, delicata, iniziavo ad avere le mie prime curve, il mio primo essere donna. Ero timida, avevo sì delle amiche con le quali ridevo molto di cose futili, come si suol fare a quella età, ma mi sentivo un po' esclusa per il fatto che ero un po' ingenua e timida.

Quando hai iniziato a cambiare?
Il cambiamento è avvenuto con la danza che mi è venuta a salvare. Mi ha fatto proprio sbocciare, esplodere. La danza mi ha proprio aiutata, perché sia caratterialmente che fisicamente ho proprio detto: “Cavolo ci sono, esisto, eccomi”.

Hai preso anche confidenza con il tuo essere…
Ho preso confidenza con il mio essere, con il mio corpo, con la mia coscienza, con il palcoscenico della vita. Quindi sono andata incontro a tutto ciò che mi ha ferito, ho detto: “Eccomi, sono qua! Adesso sono sotto i riflettori, so ballare”.

Quando ti sei esibita la prima volta?
Con il Mago Silvan, un uomo straordinario, un genio che porterò sempre nel mio cuore. Un artista che osservava, che mi aspettava, che credeva in me. Ci siamo mossi insieme sul palcoscenico, abbiamo donato tanto di bello a chi ci guardava. I giochi ovviamente erano i suoi, ma io mi muovevo nei suoi giochi. C'è stata una collaborazione, un'unione, una simbiosi. Una magia!

Conosci tutti i trucchi del mestiere?
No, perché io mi addormentavo, come diceva lui, andavo in catalessi e non ricordo niente! (Ride)

Ah beh, così abbiamo protetto tutti i segreti!
Esatto! Ma come diceva Silvan, se ti dicessi il trucco non sarebbe più bello. Non saresti più attratto, affascinato e divertito! 

Torniamo al tuo percorso di crescita. Avevi questa consapevolezza di vedere le cose dall'alto all'epoca o l'hai sviluppata dopo?
L'ho sviluppata dopo. Mi ha aiutato molto la danza. Faccio sempre questo esempio di imparare a vedere le cose come quando osservi delle formiche che si muovono all’interno di un percorso. Prendono il cibo e ritornano dentro la loro tana. Tu non sei parte della situazione e la vedi da un altro punto di vista. Quindi sei più distaccata, più protetta, più lucida. Chi sta all'interno di un sistema, spesso vittima, deve vedere le persone per quello che valgono, ed elevare il proprio punto di vista. Forse ho scelto la danza aerea come espressione artistica per avere una visione più completa.

Per te è importante il giudizio degli altri?
E’ importante ma adesso mi fido molto di più del giudizio che da Monica a Monica, ovviamente avere un po' di gratificazione, è inutile nascondere, fa piacere a tutti. Avendo avuto un papà abbastanza severo fin da piccola ho cercato l’approvazione, una carezza, sentirsi dire: “Hai fatto bene, stai tranquilla”.

I tuoi genitori ti hanno aiutata nella tua scelta artistica?
No, non condividevano moltissimo, non mi hanno mai aiutata particolarmente verso il mondo della danza. Erano un po' scettici, ho fatto tutto da sola. Ho iniziato a prendere lezioni di danza sotto casa, una piccola scuola a Talenti, l’Athlon per la precisione. Poi ho iniziato a studiare danza in maniera seria allo IALS dove ho conosciuto il mio grandissimo maestro, in tutti i sensi anche di vita, Flavio Bennati, meraviglioso, straordinario, partner di Carla Fracci. 

Parlami di tuo padre…
Mio padre era un uomo molto autoritario, era un uomo dell'epoca che non aveva bisogno neanche di sfiorarmi per incutermi paura. Bastava uno sguardo! Come dico sempre, se sono molto educata è perché mio padre mi ha educata con molta severità! Bastava uno sguardo per capire quello che potevo o non potevo fare. Quindi anche le mie insicurezze sono dovute alla severità di mio padre. Se fosse stato un pochino meno severo forse avrei avuto più fiducia in me. Era molto geloso, molto possessivo. Dopo la sua morte mia madre mi ha raccontato che in gioventù aveva avuto delle esperienze poco edificanti, forse tutte queste sue paure, queste angosce sono scaturite da questo suo vissuto. Riversava in me i suoi timori, lì per lì non lo capisci ma col tempo, da adulto, sì.

E tua madre?
Mia mamma era una grandissima donna, una grandissima presenza, una persona molto forte, molto austera ma allo stesso tempo molto dolce. Mi è stata sempre accanto, mi ha sempre un po' guidata senza farsene accorgere. È stata molto presente in maniera molto taciturna e discreta. Aveva un carattere molto forte ed era in grado di guidarmi nelle scelte di vita. In buona fede mia madre mi ha anche un po' manipolata, comunque mia madre mi ha sempre adorato e mi amerà per sempre, lo sento. Anche oggi che non c’è più quando la chiamo mi appaiono figure di cuoricini.

Nel libro parli anche delle tue esperienze all'interno del mondo del lavoro in cui si sono ripetute alcune situazioni…
Sì, si sono ripetuti ancora questi schemi. Ormai li sapevo leggere, quindi ero abbastanza preparata. Li ho affrontati in maniera abbastanza autoironica, li ho lasciati correre, li ho osservati e fatti passare. Così come quando attraversi la strada e c'è una macchina che vuole correre, aspetti sulle strisce, ti fai un pochino più indietro e la lasci passare.

In quale momento hai preso consapevolezza della tua forza? Vi è stato un episodio o è stato un divenire…
È stato un divenire, vi sono state una serie di situazioni, sia lavorative che personali. Una serie di sofferenze, di dispiaceri. Non uso nessun tipo di strategia se non quella di osservare.  
Osservi il comportamento umano e poi ti porti in salvo da solo, perché capisci che sei nel giusto.

Nel tuo numero di danza aerea porti in scena una bambolina che rappresenta il tuo essere infantile. Cosa diresti oggi rispetto ai sogni nutriti da quella bambolina? 
Che ci sono io a questo punto della mia vita, della mia esperienza, della mia salvezza. Che ormai mi sono portata in salvo. Secondo me è un numero fermo nell'universo e quindi è eterno, Io mi vado a prendere e mi porto in salvo, mi abbraccio e mi indico la via per trovare il sole.

Ci sono ancora dei sogni che quella bambolina vuole realizzare? 
Vorrei stare ancora più nel sole. Vorrei ancora non avere paura di quello che sento. Vorrei esplodere proprio nel sole, vorrei trovare coraggio, forza per trovare la situazione giusta, per esplodere nella luce.

C'è un sogno specifico oppure semplicemente incoraggi te stessa su questo percorso di crescita?
Adesso purtroppo sto attraversando Un momento molto complicato, di separazione. In questo momento sono un po' impaurita rispetto ai molti cambiamenti che stanno accadendo nella mia vita. Vorrei trovare finalmente la forza di mettere Monica al centro, di ascoltarmi, di trovare la forza di aprire la tapparella e fare entrare la luce.

Qual è la tua più grande paura ora?
Beh, la mia paura più grande è quella di nascondermi ancora, di non avere il coraggio di far vedere chi sono, di non saper esprimere i miei sentimenti.

Nel tuo libro affronti un argomento molto delicato, la perdita di tua madre, e anche in quella circostanza hai trovato delle persone con scarsa sensibilità…
Sì, purtroppo questa scarsa attenzione fa parte del mondo. Il mondo su alcuni aspetti è ancora abbastanza primitivo. Un po' in tutti i settori troviamo persone infelici. E, invece, a volte anche persone meravigliose. Mi è capitato anche nella malattia di mamma di incontrare dei piccoli mostriciattoli, infermiere magari infelici, infelici come era Il mio compagno alle medie, come era infelice magari la mia maestra alle elementari, come era infelice l'impiegatuccia da due soldi che mi vessava. 

Ti sei mai chiesta il perché?
Può darsi che si vada a scontrare con la mia parte animica più di luce, più limpida che io credo di avere, e forse per questo che attraggo queste forme di vampirismo. 

Cosa vuol essere il tuo libro?
Ecco, l'idea di mettere tutte queste considerazioni, queste esperienze all'interno di un libro nasce dal desiderio che possano essere di esempio, che se c'è un momento di buio nella vita, nonostante tutto poi il sole esce. E’ questo che voglio lasciare, questa è la cosa più importante che voglio lasciare a chi vorrà leggere le mie pagine. Bisogna trovare il coraggio per aprire quella porta e far entrare il sole. La speranza che c'è sempre la possibilità aprire la porta e di affrontare le cose con l'energia positiva del sole e con il coraggio.

 

 

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