Triangolo Rosa - dal 15 al 17 marzo al Teatro Elettra

A cura di Redazione

Debutterà venerdì 15 marzo  al teatro Elettra, e sarà in scena sino al 17, Triangolo Rosa. È una storia molto bella ambientata nel campo di concentramento di Dachau, uno dei più cattivi della storia aperto il 22 marzo 1933 nel quale i prigionieri venivano usati come “cavie umane per esperimenti medici “; a seconda del reato commesso i prigionieri venivano marcati con dei simboli, il triangolo rosa identificava gli omosessuali che, insieme agli Ebrei, erano coloro che subivano i trattamenti peggiori.

Nonostante tutto però,l’amore riuscirà a sbocciare tra i due protagonisti.

Una storia vera e che quindi è esistita ma che nessuno ha mai racconta o, peggio, ricorda. Uomini ridotti ad uno stato tale di invisibilità che è necessario avere il coraggio di metterli in scena. Due personaggi, due vite, due esseri umani privati di tutto, anche del semplice e normale guardarsi o della meritata pausa lavorativa. Due uomini che trasudano amore, speranza, riscatto, umanità ma che per questo devono essere eliminati nel più umiliante e, ancora più terrificante, inutile modo. Due uomini che danno un significato diverso all’essere persone piene d’amore dove perfino un litigio o un’aggressione verbale o una sottomissione diventa Amore. Due uomini che dividono lo stesso sguardo di incredulità e stupore, ma anche rassegnazione,   per quello che accade intorno  rimanendo vive e trovando il modo di essere libere. Il tutto sullo sfondo di quello che è stato il primo campo di concentramento nazista al mondo : Dachau.

Il regista, Angelo Curci, ci racconta: "Era da tempo che volevo affrontare la regia di questo testo così pregno di significati sull’essere umano in condizioni disumane. Ma ho sempre rimandato per paura: paura di non saper rendere fruibile il messaggio, paura di non saper dirigere nel modo giusto il testo, paura di non saper interpretare con passionalità e corposità il personaggio, insomma avevo paura. Poi l’incontro fortuito e casuale e provvidenziale con due attori grandiosi come Gabriele Cantando Pascali e Federico Gatti  ha annullato tutti i miei timori all’improvviso. E ho capito che era il momento giusto per rappresentare quello che la storia tace e nasconde :Homocausto. Ho voluto focalizzare l’attenzione della storia solo su i due personaggi per sottolineare quanto l’amore sia una delle forme più alte di libertà assoluta e personale contro ogni forma di dittatura e sottomissione. Solo l’Amore rende l’uomo libero da repressione e crudeltà. L’Amore di cui si parla in questo testo è pieno di mille sfumature , sfumature che spessissimo sono sottintese, che meritano un’attenzione particolare da parte del pubblico che è chiamato a pensare a quello che non dovrebbe mai più accadere senza se e senza ma. Perché su quel treno che porta a Dachau ci siamo tutti noi, nessuno escluso, con tutto il nostro carico di illusioni, di coscienze, di dolori, di definizioni sessuali ..insomma con tutta la nostra vita che nessuno deve mai e poi mai permettersi di umiliare."

 

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Data

Dal 16/07/2019 al 16/07/2019

Indirizzo

Regia

Attori

Orari

Biglietti

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