Alissa Huzar, una vita tra moda, teatro e cinema

A cura di Redazione

Una vita tra moda, teatro e cinema, Alissa Huzar nasce in Ucraina e inizia a muovere i primi passi nel mondo del teatro. Ci ha rilasciato una breve intervista dove emerge tutta la sua splendida personalità.

Come ha avuto inizio il tuo percorso artistico?
Sin da bambina ho subito la fascinazione del mondo dell’arte. Sono praticamente cresciuta in un teatro, tra la danza e la recitazione. La mia prima insegnante mi ha rivelato un aspetto fondamentale dell’arte, ovvero la ricerca di una profonda connessione con sé stessi, un elemento essenziale per poter esprimere il proprio bagaglio interiore in qualsiasi arte. Ad oggi rimane la mia guida interiore in ogni scelta artistica che faccio.
Ho lasciato casa a 15 anni per seguire le mie aspirazioni, il bisogno di sperimentare mi ha portato prima a San Pietroburgo, poi a Mosca dove ho lavorato in un corpo di ballo e a teatro.
Poi sono entrata nel mondo della moda e per 12 anni ho viaggiato per il mondo intero avendo come base Milano.

Queste esperienze lavorative cosa ti hanno lasciato dentro?
Il fatto di aver viaggiato molto per lavoro mi ha portato a contatto con realtà diverse, a conoscere luoghi distanti. Nasceva dentro di me una consapevolezza nuova dovuta a un confronto quotidiano con queste realtà. Tutto ciò è stata una vera e propria scuola di vita. Questa ricchezza acquisita mi ha indotto a riconsiderare alcune mie scelte, è nato così in me il desiderio di tornare a recitare e sono venuta a Roma.

Cosa rappresenta per te il recitare?
Recitare è la dimensione che più mi piace. Per me è un’esplorazione del proprio mondo interiore alla ricerca di quelle corde profonde che danno vita ai personaggi che interpreto. E attraverso queste corde emozionare lo spettatore, cercare di trasmettere qualcosa che lo induca a riflettere su sé stessi, sulla vita e il mondo e, magari, a cambiare e migliorarlo.

E’ una visione molto nobile la tua…
L’arte deve poter cambiare le vite delle persone attraverso la riflessione e le sue opere.
Riuscire a smuovere qualcosa dentro lo spettatore è un’emozione meravigliosa, la recitazione può dare emozioni e bellezza.
Il mestiere di attore, che amo alla follia, mi ha insegnato a camminare seguendo la propria voce interiore, anche se più difficile, alla fine porta al raggiungimento dei propri obiettivi e scoprire sé stessi in profondità attraverso una vita autentica.

Cosa è importante nel lavoro di attore?
Nel lavoro cerco la connessione con sé stessi, con lo spettatore e con le proprie emozioni.

Hai uno spirito poliedrico…
Si, un continuo confronto con realtà diverse mi ha aiutato a crescere, sono stata anche consulente per una palestra, ho capito che per riuscire bisogna saper regalare emozioni.

Traspare una spiritualità particolare dalle tue parole…
I miei viaggi mi hanno resa libera da ogni pregiudizio e insegnato a guardare la vita con occhi diversi senza mettere etichette sulle cose o sulle persone.
Ho studiato il buddismo e pratico yoga da 20 anni. Tutto ciò mi ha reso libera dal mondo materiale, anche se non disdegno la ricchezza ma non è un obiettivo.
La pratica dello yoga consente di avere una percezione diversa della realtà, senza aspettative, le quali rovinano il qui ed ora. Dacché ero molto precisa adesso mi sento libera e non programmo più nulla, quello che faccio qui deve rispecchiare quello che ho dentro, vivo il mio domani qui ed ora.

Cosa ti ha insegnato questa pratica?
Mi ha insegnato a mettermi in sintonia con la bellezza e con l’universo. Grazie alla connessione con l’universo e la bellezza di ogni cosa il resto tutto diviene un dono.

Cosa è per te la bellezza?
La bellezza è qualcosa che parte da dentro. L’arte è come un viatico per la bellezza. La bellezza è entrare nella profondità della vita anche attraverso la sofferenza, c’è chi evita ciò cercando di affogarla nel sesso o nella droga.
Di certo la bellezza autentica non è negli oggetti, l’essenziale è nella profondità della vita, ma chi insegue oggetti non ha questa profondità né può conoscere la vera bellezza.
Per cercare la bellezza bisogna essere bellezza, senza dare nulla per scontato.

Cos’è la mancanza di bellezza?
E’ la superficialità, è quando manca l’autenticità del vivere in quanto non vivi il momento. Quando vivi nella mente, che calcola, e non nell’anima, accade che nella mente vibra la paura, mentre nell’anima, nel suo essere puro vi è sempre la bellezza. Nell’anima non ci può essere paura, ciò accade quando manchiamo di connessione con noi stessi e col mondo.

In questo l’arte ci è d’aiuto?
L’arte insegna la bellezza, il cinema per esempio deve lasciarti qualcosa dentro. La mancanza di bellezza è la mancanza di autenticità.
L’arte è lo strumento tramite il quale riusciamo a instaurare un legame tra sé stessi e la propria anima. Si può controllare le menti delle persone ma non le loro anime!

Qual è il tuo rapporto con i soldi?
I soldi non sono importanti, non danno il gusto della bellezza. Bellezza e denaro non è equivalente, possono però coincidere.

Ti spaventa il futuro?
No. Seguendo un percorso per elevare e migliorare noi stessi, essendo noi parte del tutto, restiamo connessi con noi stessi, con l’universo e le cose arrivano.
 
Cos’è per te il dolore?
Vivere da soli senza protezione nel mondo ti induce a contare solo su sé stessi e può essere doloroso affrontare le difficoltà che la vita ti chiede di superare. Nella mia vita ho affrontato il dolore e ho vissuto due estremi, ho condiviso il cibo dei barboni come con i reali di Montecarlo.

Qual è stata la tua emozione piò grande?
Quando sono stata in Israele per un servizio fotografico ho conosciuto il padre di mio figlio e lì ho dato alla luce il mio bambino. Ho pianto tanto, è stato liberatorio. Dare la vita è stato la più alta creazione.

 

Hai un’esperienza che vorresti realizzare?
Un’esperienza che vorrei fare è aprire un’associazione filantropica. Persone che fanno il bene è la migliore dimostrazione della felicità. Fare il bene agli altri, donarsi, agli altri mette in moto, a livello cosmico, delle energie che possono trasformare il mondo. Come diceva Galileo Galilei: “non puoi cogliere un fiore senza turbare una stella”, a indicare come facciamo parte di un tutto interconnesso.
Ma bisogna stare bene con sé stessi, è importante lo scambio d’energie che ci porta a donare e ricevere. Il donare non necessariamente in senso materiale, anche prestare la propria attenzione agli altri è una forma di dono.

Com’è il rapporto con te stessa?
Sono una persona molto nomade nonostante ami molto stare a casa. Stare bene con sé stessi aumenta l’amore.  

Qual è il tuo rapporto con gli altri?
Ottimo. Cerco di circondarmi di persone positive, che esprimono luce negli occhi. Quelle sono le persone belle, libere e senza restrizioni. Instauro un rapporto diretto e immediato. Ti accorgi di stare bene con una persona quando anche i silenzi non imbarazzano. Se entriamo in connessione anche i silenzi parlano. Così come l’amore è immediato, si vibra da subito e si entra nell’animo dell’universo.

E l’amore?
Aumentare l’energia attraverso l’amore è la chiave dell’universo, direi che l’energia è l’amore. L’amore di coppia esalta questa vibrazione.

Cosa ti aspetti dal futuro?
Vivo molto il sentimento dell’immediatezza. Seguire ciò che sento, senza regole o rigidità. Sentirsi liberi, felici semplicemente vivendo ma con alla base la gratitudine. Vivere qui e ora, come Alice nel paese delle meraviglie, giorno per giorno.

Parlaci del tuo ultimo lavoro…
In “Provaci ancora Prof 7” episodio 6 con Paolo Conticini e Veronica Pivetti e la regia di Lodovico Gasparini, interpreto un’infermiera. Una persona molto semplice, ma molto autentica. Sono la vicina di una ragazza che viene uccisa. Amo le parti drammatiche e questo ruolo mi ha permesso di esprimere quella parte di me più profonda.
Così come in “Amore criminale” in cui ho recitato a canovaccio con la regia Di Maurizio Iannelli. E’ stato un modo di lavorare sorprendente. Le battute non erano scritte, i personaggi prendevano vita dalla nostra recitazione. Recitare a soggetto seguendo un canovaccio consente di lavorare sull’idea, facendo vivere il personaggio nell’emotività improvvisata. In questo modo possono uscire dell’emozioni in più a cui non si era pensato.
Inoltre porto avanti un mio progetto teatrale “All’ombra dell’Anima”, che nasce dopo aver girato “Amore criminale”, per la regia di Daniele Zappala e Giulia Scarpelli. E’ una riflessione sulle radici dell’amore malato che affligge la nostra società oggigiorno.

Preferisci il teatro?
Preferisco tutt’e due, il set cinematografico è una famiglia, provo le stesse emozioni di una bambina a cui hanno regalato il lecca-lecca.

Il tuo sogno più grande?
Voglio il paradiso in terra.

Su queste ultime battute salutiamo Alissa condividendo con lei il suo sogno.

 

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Data

Dal 13/11/2019 al 13/11/2019

Indirizzo

Regia

Attori

Orari

Biglietti

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